“Dalle mafie si può uscire”: gruppo giovani dell’Agape al centro di una serie di incontri

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Minori e ‘ndrangheta, in programma una serie d’incontri organizzati dal gruppo giovani dell’Agape

Dalle mafie si può uscire. È questo il tema di una serie di incontri che il Comunitario Agape ha organizzato nei prossimi giorni in alcune scuole della città, presso la comunità ministeriale della giustizia minorile, al carcere di Palmi con i detenuti dell’alta sicurezza ed al rione Archi. 

Porterà la sua testimonianza, Giosuè che, negli anni ’80 dal carcere minorile, ha iniziato un percorso di liberazione dal clan di appartenenza grazie al sostegno ed al l’accompagnamento di don Italo Calabrò, di Agape e dei servizi della giustizia minorile.

Un’esperienza che ha portato lo stesso Giosuè a vivere un’attività imprenditoriale nel campo agricolo, perfetta per l’esempio di una vita alternativa ai modelli che la criminalità organizzata propone.

Gli incontri sul tema sono inseriti nel progetto “Io non delego la mia vita”, realizzato dal gruppo giovani dell’Agape in diverse scuole.

L’iniziativa parte dall’invito che don Italo Calabrà rivolgeva ai giovani di non “delegare ma di essere protagonisti attivi della propria vita. Nella vita si possono delegare tante cose, ma non il vivere. Nessuno può dire ad un altro tu vivi al posto mio!” Dal chiaro concetto del sacerdote si è sviluppato il progetto in collaborazione con Libera e con la rete delle Alleanze Educative.

Gli istituti scolastici protagonisti sono: l’Itis Panella-Vallauri, l’istituto Piria, il Liceo Volta e il Fermi Boccioni, in collaborazione con dirigenti scolastici e professori e, ovviamente, studenti. Il gruppo giovani di Agape propone agli alunni momenti di formazione, di conoscenza delle realtà di servizio agli ultimi del territorio reggino e soprattutto  permette di mettersi in gioco, coinvolgendosi direttamente in attività di volontariato. 

La tappa dedicata alla comunità ministeriale vedrà, invece, la presenza della dirigente della giustizia minorile Isabella Mastropasqua e di altri operatori, pronti ad incoraggiare i minori a scegliere un percorso di vita di all’insegna della legalità e del lavoro onesto.

Spazio anche alla casa circondariale di Palmi dove, grazie al direttore Antonio Galati e agli operatori dell’area pedagogica, si offrirà ai detenuti dell’alta sicurezza la possibilità di ascoltare chi è riuscito a farsi una vita fuori dal carcere e di potere anche esprimere il loro pensiero sul progetto “Liberi di scegliere”, confrontandosi con i referenti del Tribunale per i minorenni di Reggio.

 

fonte: reggiotoday.it

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